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| Aprile 2008 |
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20. Immagine
e parola
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| Rivista di pedagogia, letteratura per ragazzi, fumetto e illustrazione |
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Ci definiamo da tanto “società dell’immagine”. Parliamo di “bombardamento” visivo. Di sovrabbondanza di immagini e parole. Ma sappiamo anche quanto sia debole, forse molto più che in passato, la nostra capacità di leggere e interpretare le figure; e stando alle statistiche il rapporto che intratteniamo anche con la parola scritta sembra stia subendo un’involuzione. Perché questo paradosso? |
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Evidentemente si ragiona troppo poco su queste trasformazioni, sul loro significato, sul futuro che stanno tracciando, soprattutto dal punto di vista pedagogico.
A queste dimensioni dobbiamo aggiungerne un’altra, sostanziale, che è quella che si crea, generando nuovi sensi, quando le prime due si incontrano. Il rapporto tra parola e immagine, infatti, necessita di studi approfonditi in più direzioni, senza barriere tra i media. |
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Tentiamo con questo numero qualche preliminare esplorazione su spazi come l’illustrazione, l’albo illustrato, la grafica, il fumetto, il cinema, i nuovi media: tanto più che si tratta non solo di questioni percettive o filosofiche, ma anche di potenziali, e davvero intense, occasioni didattiche ed educative tutte da sfruttare.
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L’illustrazione di copertina è di Joanna Concejo.
All'interno illustrazioni di Carla Schmid, Emanuele Rosso.
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Articoli |
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Ne La nausea Sartre fa riferimento all’importanza che nell’immaginario hanno avuto le rare illustrazioni di certi libri, la cui esperienza per ogni bambino diventa una “situazione privilegiata”. Proprio da qui parte Antonio Faeti, che ci racconta le sue, spiegando perché quelle 11 immagini viste da piccolo hanno lasciato un segno indelebile nella sua memoria: quasi un imprinting, diverso ma presente in ognuno di noi. Anche Giovanna Zoboli indaga sulla particolare presa che i libri hanno durante la prima infanzia, e mette in evidenza come parola e immagine nell’albo illustrato non possano essere disgiunte, e come in effetti i bambini riescano a cogliere l’opera come un sistema organico. |
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Andrea Rauch, da grafico attento e “militante” da molti anni, riflette sul mutare, coi tempi, delle capacità di “leggere” i testi, siano essi fermi o in movimento, e sul ruolo che la grafica editoriale può o deve avere, a volte nascondendosi il più possibile, altre invadendo le pagine. La questione del “formato” editoriale e della nascita di collane specifiche è affidata a Liliane Cheilan, che traduciamo dalla rivista francese “Hors Cadre[s]”.
Unico intervento che esula dalla monografia è quello di Stefano Laffi, sociologo particolarmente interessato agli adolescenti, che ragiona sul valore della parola oggi e su come sia vissuta dalle nuove generazioni. |
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Didactica Magna (o minima?) |
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La sezione dedicata alla didattica vede in questo numero due interventi: Giulia Mirandola studia il ruolo invisibile ma fondamentale del ritmo negli albi illustrati, e Nicoletta Gramantieri dedica al rapporto uomo-natura il suo percorso di lettura. |
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Approfondimenti |
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Anche gli approfondimenti sono dedicati al ruolo delle immagini come testo narrativo: Franco La Polla, americanista, ci offre un’acuta analisi dei fumetti di Carl Barks, mettendoli in continuo confronto con la storia dell’immaginario statunitense; Gianfranco Manfredi, tra i più importanti nomi del fumetto italiano, appassionato ed esperto di western, ci spiega come questa dimensione sia nata, si sia sviluppata, e poi ancorata radicalmente; Vera Martinelli dà invece uno spaccato di una delle storie per ragazzi più curiose e piacevoli degli ultimi anni, Tobia, edito da San Paolo in due volumi. |
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Esperienze di lettura |
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Ad arricchire la zona delle esperienze di lettura, una nuova sezione riservata alla segnalazione di quei nuovi “fuori catalogo” che per la loro qualità andrebbero senz’altro ristampati: in questo numero Tracce di Gary Paulsen e L'altra faccia del silenzio di Margaret Mahy.
Le altre esperienze di lettura sono dedicate a Esercizi di stile. 99 modi di raccontare una storia di Matt Madden, Io me ne vado di Katherine Paterson, Ritratti famosi di comuni animali di Svjetlan Junaković, Il libro sbilenco di Peter Newell, Il piccolo re Dicembre di Axel Hacke, e infine La vita davanti a sé di Romain Gary. |
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Un certo sguardo |
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Più lungo del solito lo spazio dedicato a Un certo sguardo, visto il tema del numero: per quanto riguarda il fumetto, Emanuele Rosso riflette sui possibili ruoli del testo scritto nei comics, cimentandosi anche in esemplificazioni grafiche, mentre Luca Baldazzi, giornalista, ci propone un’analisi di alcune modalità di fare reportage tramite le immagini, e si concentra su esempi contemporanei, tra singole vignette autoconclusive ed elaborate graphic novel di ampio respiro. Elves Ballardini e Roberto Bulgarelli propongono una lettura trasversale di Oliver Twist, tra cinema e letteratura, a partire dalla recente riscrittura di Polanski, e sul versante illustrazione Ilaria Tontardini dedica un ritratto accurato alla disegnatrice polacca Joanna Concejo, autrice della copertina.
Diamo poi spazio per questa occasione a due brevi testimonianze d’autore: abbiamo chiesto all’illustratrice Maja Celija, e allo sceneggiatore Jerry Kramsky come intendono, nella loro fase creativa, il rapporto tra testo e immagine. |
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